Il racconto del distretto ceramico
Sassuolo ceramica: tre secoli di piastrelle tra Modena e Reggio Emilia
Da una piccola fabbrica di maioliche settecentesca al polo che oggi produce gres porcellanato e grandi lastre per tutto il mondo. Ecco come è nata la ceramica di Sassuolo, come si fa una piastrella e come comprarla direttamente dal distretto.
Dove nasce
Il distretto ceramico di Sassuolo, sulle due rive del Secchia
Quando si dice "ceramica di Sassuolo" non si parla di una sola città, ma di un territorio. Il distretto ceramico si stende ai piedi dell'Appennino emiliano, a cavallo del fiume Secchia che segna il confine tra la provincia di Modena e quella di Reggio Emilia.
Sul versante modenese, oltre a Sassuolo, ci sono Fiorano Modenese, Maranello e Formigine. Su quello reggiano Castellarano, Casalgrande e Scandiano. In pochi chilometri si concentrano fabbriche di piastrelle, aziende che costruiscono presse e forni, colorifici, laboratori di ricerca e trasportatori specializzati: è questa filiera completa a rendere il distretto unico al mondo.
Anche Ceramiche Sassuolo lavora qui: la sede è a Castellarano, a pochi minuti dagli stabilimenti da cui arrivano i materiali.
La storia
Dalla maiolica al gres porcellanato: quattro momenti
La storia della ceramica di Sassuolo è una storia di argilla, acqua e intraprendenza. In tre secoli è passata dalle stoviglie decorate a mano alle linee automatiche che sfornano lastre lunghe quasi tre metri.
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1741
La Fabbrica della Majolica
Un gruppo di borghesi sassolesi fonda una manifattura di maioliche nel Borgo, lungo il Canale di Modena. Qualche anno dopo la guida passa a Giovanni Maria Dallari, che investe in materiali di qualità e chiama artigiani esperti da altri centri ceramici italiani.
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Ottocento
Nascono le piastrelle
Dopo Dallari la manifattura passa al conte Ferrari Moreni e poi alla famiglia Rubbiani. Ai fratelli Carlo e don Antonio Rubbiani si deve la messa a punto della tecnologia per produrre piastrelle da rivestimento: il prodotto su cui il territorio costruirà la propria specializzazione.
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Anni '60
Il boom del distretto
Nel secondo dopoguerra, spinte dalla ricostruzione e dal boom edilizio, le aziende si moltiplicano. Dagli anni Sessanta l'industrializzazione trasforma la zona in un vero distretto, con una filiera completa di macchinari, smalti e servizi.
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1983
Il mondo viene a Bologna
Nasce il Cersaie, il salone internazionale della ceramica che ogni anno porta a Bologna architetti, progettisti e rivenditori da tutto il mondo per vedere le novità del distretto.
Negli ultimi decenni il distretto ha continuato a innovare: prima con impasti e cotture sempre più efficienti, poi con il gres porcellanato, la decorazione digitale e le grandi lastre. Oggi una piastrella di Sassuolo può riprodurre fedelmente marmo, legno o pietra, ma con le prestazioni tecniche di un materiale industriale.
Il processo produttivo
Come nasce una piastrella in gres porcellanato
Dalla cava alla scatola, una piastrella attraversa otto fasi. Seleziona un passaggio per scoprire cosa succede in fabbrica.
Materie prime
Tutto comincia da una miscela di argille, feldspati e sabbie quarzifere. Le argille danno plasticità all'impasto, i feldspati fondono in cottura e lo rendono compatto, le sabbie gli danno struttura. Le materie prime arrivano da cave italiane e straniere e vengono dosate con precisione: dalla ricetta dell'impasto dipendono colore, resistenza e assorbimento della piastrella.
Macinazione
Le materie prime vengono macinate finemente, di solito a umido in grandi mulini a tamburo con corpi macinanti al loro interno. Il risultato è la barbottina, una sospensione fluida di acqua e polveri finissime, perfettamente omogenea.
Atomizzazione
La barbottina viene spruzzata dentro una torre attraversata da aria calda: l'acqua evapora quasi all'istante e resta una polvere granulare con pochissima umidità, chiamata atomizzato. I granuli sono la "farina" perfetta per la pressatura, perché scorrono bene e riempiono lo stampo in modo uniforme.
Pressatura
L'atomizzato viene compattato da presse idrauliche ad altissima pressione, che danno alla piastrella la sua forma. Per le grandi lastre si usano tecnologie di compattazione continua che permettono formati enormi con spessori ridotti.
Essiccazione
Appena pressata, la piastrella "cruda" contiene ancora un po' d'acqua ed è fragile. Passa quindi negli essiccatoi, dove perde l'umidità residua e acquista la resistenza necessaria per le lavorazioni successive.
Smaltatura e decorazione digitale
Sulla superficie si applicano engobbio e smalti. Poi entra in azione la stampa digitale a getto d'inchiostro: testine simili a quelle di una stampante depositano i colori ceramici e riproducono venature di marmo, nodi del legno o la grana della pietra con una varietà di disegni che rende ogni piastrella diversa dalla vicina.
Cottura in forno a rulli
Le piastrelle scorrono su rulli dentro forni lunghi decine di metri, dove la temperatura sale oltre i 1.200 °C. Il feldspato fonde e chiude le porosità: nasce il gres porcellanato, compatto e con un assorbimento d'acqua che per norma non supera lo 0,5%.
Scelta, rettifica e imballo
Ogni piastrella viene controllata: sistemi ottici e operatori verificano difetti, tono (la sfumatura di colore) e calibro (la dimensione effettiva). Le piastrelle vengono divise in prima e seconda scelta e, se previsto, rettificate: i bordi vengono molati per renderli perfettamente dritti e consentire fughe sottilissime. Poi l'imballo, con tono e calibro stampati sulla scatola.
Made in Sassuolo
Perché la ceramica di Sassuolo è sinonimo di qualità
Il valore della ceramica di Sassuolo non sta in una ricetta segreta, ma nella concentrazione di competenze. Nel distretto chi produce piastrelle lavora fianco a fianco con chi progetta le macchine, con i colorifici che sviluppano smalti e inchiostri e con i laboratori che testano i materiali. Ogni innovazione passa da un'azienda all'altra in tempi brevissimi.
Le piastrelle vengono classificate e collaudate secondo norme internazionali, come la UNI EN ISO 10545 per i metodi di prova e la UNI EN 14411 per la classificazione. In pratica significa dati misurabili su assorbimento d'acqua, resistenza alla flessione, al gelo, alle macchie e all'usura.
Negli anni il distretto ha investito anche nella sostenibilità: recupero degli scarti di lavorazione, riutilizzo delle acque di processo e controllo delle emissioni sono oggi parte della produzione ordinaria.
Come riconoscere una buona piastrella
- Assorbimento d'acqua
Il gres porcellanato è sotto lo 0,5%: resiste al gelo e alle macchie, quindi va bene anche all'esterno.
- Resistenza allo scivolamento
Le classi da R9 a R13 indicano la presa del piede: R9 per interni asciutti, R10–R11 per bagni, scale ed esterni.
- Rettificato o no
I bordi rettificati permettono fughe da 2 mm e superfici continue; i bordi naturali richiedono fughe un po' più larghe.
- Tono e calibro sulla scatola
Per lo stesso ambiente usa piastrelle dello stesso lotto: tono e calibro uguali garantiscono colore e misure omogenei.
La ceramica di Sassuolo oggi
Dal decoro artigianale alla grande lastra
Le tecnologie del distretto permettono di reinterpretare la tradizione della maiolica e, insieme, di produrre superfici enormi che sembrano pietra naturale.






Dal distretto a casa tua
Comprare ceramica di Sassuolo a prezzi di distretto
Per chi ristruttura casa, comprare vicino a dove le piastrelle nascono ha un vantaggio concreto: meno passaggi tra produttore e cliente, accesso a stock e fine serie che non arrivano nei negozi, e la possibilità di farsi consigliare da chi conosce i materiali.
Ceramiche Sassuolo lavora proprio così: dal 2010 vende online pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, di produzione italiana e d'importazione, con la sede a Castellarano, nel cuore del distretto. Un consulente ti aiuta a scegliere, prepara il preventivo con la spedizione e organizza la consegna su pallet in Italia e in Europa. Se serve, ti mette in contatto con posatori partner in tutta Italia.
Domande frequenti
Ceramica di Sassuolo: le domande più comuni
Dove si trova il distretto ceramico di Sassuolo?
In Emilia-Romagna, a cavallo tra le province di Modena e Reggio Emilia, lungo il fiume Secchia. Oltre a Sassuolo comprende comuni come Fiorano Modenese, Maranello e Formigine sul versante modenese, e Castellarano, Casalgrande e Scandiano su quello reggiano.
Perché Sassuolo è famosa per la ceramica?
La tradizione risale al 1741, quando a Sassuolo nacque una fabbrica di maioliche. Nel secondo dopoguerra la zona è diventata un distretto industriale con decine di aziende specializzate in piastrelle, e oggi è uno dei principali poli mondiali della ceramica per pavimenti e rivestimenti.
Che differenza c'è tra ceramica e gres porcellanato?
Il gres porcellanato è un tipo di ceramica: un impasto di argille, feldspati e sabbie pressato ad alta pressione e cotto ad alta temperatura, che diventa molto compatto e assorbe pochissima acqua (non oltre lo 0,5% secondo la norma). Per questo è resistente al gelo, alle macchie e all'usura.
Cosa significa piastrella rettificata?
Dopo la cottura i bordi della piastrella vengono molati per renderli perfettamente dritti e a squadra. Le piastrelle rettificate si possono posare con fughe molto sottili, ottenendo superfici più continue.
Posso comprare ceramica di Sassuolo direttamente dal distretto?
Sì. Ceramiche Sassuolo, con sede a Castellarano nel cuore del distretto, vende online dal 2010 pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, compresi stock e fine serie, con consulenza dedicata e consegna in Italia e in Europa.
Spedite la ceramica anche all'estero?
Sì. Le spedizioni sono attive in Italia e in 24 Paesi europei tramite Palletways; per altre destinazioni costi e tempi vengono valutati su richiesta.
Altre risposte su spedizioni e ordini nelle FAQ di Ceramiche Sassuolo.